Sonia Giannoni CONSULENZE NATUROPATICHE - TEST INTOLLERANZE ALIMENTARI - LAVAGGIO ENERGETICO EMOZIONALE - RIFLESSOLOGIA PLANTARE - RECONNECTIVE HEALING - MASTER REIKI - (Att. Professionale di cui alla legge 14/01/2013 n° 4) - Ingegnere Nucleare


4. FIORI DI BACH - NATUROPATA ROMA
12 gennaio 2010, 19:12
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gentian.jpgLa floriterapia di Bach è un sistema di cura che parte dalla considerazione che la malattia è solo un sintomo di una disarmonia che si rivela attraverso uno stato d’animo che ci disturba, che ci fa soffrire, e questo sistema incentra il suo campo d’azione esclusivamente sugli stati d’animo.
Più precisamente la malattia si è manifestata perché non abbiamo ascoltato gli stati d’animo che ci disturbavano e che ci disturbano e non abbiamo cercato di migliorare il nostro stato emotivo ripetendoci frasi quali: “la vita è questa”, “la società comporta questo”, “mio padre (mia madre) era così”, “sono fatto così”, ”sono sfortunato”, “non sarò mai capace”, “è tutto inutile” ecc..
Quando per anni siamo sordi alle nostre necessità emotive, la malattia si manifesta in forma lieve, ad esempio: emicranie, cefalee, dolori addominali, coliti, vertigini, ansia, astenia, insonnia, tachicardia, ecc..
Edward Bach, il padre della floriterapia, ha individuato 38 stati d’animo diversi che racchiudono tutte le possibili modalità psichiche del sentire umano.
La floriterapia agisce quindi per ristabilire l’equilibrio che si è infranto, e di conseguenza recuperare (o raggiungere) uno stato psicologico più vicino alla felicità. Ogni stato d’animo negativo è sintomo di blocco energetico, di intralcio alla libera comunicazione tra l’anima e la psiche.
Quello che noi facciamo, assumendo il fiore adatto per la nostra situazione, non è altro che sbloccare il flusso di energia. Il fiore cioè rimuove l’ostacolo che si esprime con la generazione del disagio. Rimosso il blocco, l’energia riprende a fluire e si ristabilisce l’equilibrio perduto.
I rimedi di Bach possono essere associati come coadiuvanti a qualunque altro tipo di trattamento, in quanto agiscono su un piano diverso con finalità del tutto proprie. Non interferiscono con rimedi allopatici od omeopatici e non hanno controindicazioni.
Nel caso dei bambini, l’effetto dei fiori di Bach è molto rapido ed a volte può risolvere rapidamente problemi organici e sicuramente problemi emotivi.
I fiori di Bach possono essere utilizzati con un rapido successo anche su neonati, animali e piante, smentendo pertanto l’ipotesi di effetto placebo.
Va chiarito che i Fiori di Bach lavorano sugli stati d’animo disturbanti di un dato momento. In altri termini Edward Bach vede l’uomo adulto come una grande cipolla che ha tanti più strati, quante più sono state le situazioni alle quali si è adattato, suo malgrado, nel corso della vita. All’inizio del lavoro con i fiori di Bach si agisce sullo strato più esterno e man mano si apre la cipolla mostrando il vero problema. E’ frequente che persone che hanno iniziato ad assumere i fiori di Bach per un problema che gli appariva insormontabile, si dimentichino quasi di questo dopo 15 giorni od un mese perchè ne è sopraggiunto un’altro (più profondo e sicuramente più vecchio). Una frequente domanda che mi viene rivolta è se si può diventare dipendenti dai fiori di Bach. Non esiste dipendenza dai fiori di Bach anche se, in alcuni casi, il giovamento che si sente è talmente grande che si è portati a prenderli voracemente, credendo di esserne dipendenti. E’ normale, nel 100% dei casi, che man mano che i problemi vengono alla luce e che il soggetto impara da solo ad affrontarli, viene meno il desiderio di assumere le gocce.
BREVE CENNO SULL’ORIGINE DEI FIORI DI BACH
Lo scopritore di questa modalità di cura, che può essere utilizzata non solo per i problemi psicologici ed emotivi evidenti ma anche come coadiuvante di qualsiasi problema organico è Edward Bach, medico inglese vissuto dal 1886 al 1936. Dopo gravi problemi di salute e dopo aver approfondito le teorie di Hahnemann, il padre dell’omeopatia, indirizzò le sue ricerche verso piante che permettessero di trattare più gli stati psicologici rispetto ai disturbi fisici.
Bach scoprì intuitivamente che la coscienza funziona in base a determinati modelli di reazione, uguali per tutti gli esseri viventi, siano essi piante, animali o uomini, e che nei fiori di alcune piante selvatiche c’è “qualcosa” capace di riequilibrare i modelli di reazione alterati. Bach individuò in tutto 38 schemi alterati di reazione, e li divise in sette gruppi. In questi sette gruppi sono comprese tutte le forme possibili di paura, di incertezza, di rifiuto della realtà, di solitudine, di influenzabilità, di disagio, e di atteggiamenti eccessivi verso se stessi o verso il prossimo. Ma anche i disturbi fisici hanno origine da una disarmonia tra la psiche e l’Io, tra emozioni e sentimenti, che si riperquote infine sul corpo fisico: curando il disordine profondo curiamo anche la malattia fisica, perché questa è solo il risultato di forze disarmoniche che da troppo tempo agiscono dal profondo dell’animo.
In qualche modo Bach sapeva che, per ognuno di questi problemi, esiste in natura un correttivo, un rimedio: ebbene, con la sua grandissima sensibilità li ricercò uno per uno, per anni, trovandoli nei fiori di erbe e alberi spontanei della campagna inglese e, in un solo caso, nell’acqua di una particolare sorgente. Ebbe inoltre l’intuizione di un metodo semplicissimo e naturale per estrarre quel “qualcosa” contenuto nei fiori, e conservarlo indefinitamente in modo da poter essere facilmente usato quando necessario.
“La malattia non è né una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci.”
Edward Bach
1886-1936
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